I gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) erano sull’orlo dell’estinzione negli anni ’80, con meno di 250 individui rimasti. Oggi la popolazione supera i 1.000 esemplari – l’unica grande scimmia la cui popolazione sta crescendo. Questo miracolo è il frutto di decenni di lavoro di conservazione in Uganda, Ruanda e Congo.
Il Ruolo dell’Uganda nella Conservazione
L’Uganda ospita oltre 400 gorilla di montagna nei parchi di Bwindi e Mgahinga, pari a circa il 40% della popolazione mondiale. La protezione di questi animali si basa su tre pilastri fondamentali:
1. Ranger Anti-Bracconaggio
L’Uganda Wildlife Authority impiega centinaia di ranger armati che pattugliano le foreste 24 ore su 24. I ranger monitorano ogni famiglia abituata quotidianamente, registrano i movimenti e intervengono immediatamente in caso di minacce.
2. Gorilla Doctors
Il programma Gorilla Doctors fornisce cure veterinarie ai gorilla malati o feriti. I veterinari visitano regolarmente le famiglie abituate, rimuovono lacci da bracconaggio e trattano le malattie. Senza questo intervento, molti gorilla sarebbero morti.
3. Comunità Locali
Il coinvolgimento delle comunità locali è essenziale. Il Revenue Sharing Program dell’UWA destina il 20% dei proventi del trekking alle comunità limitrofe ai parchi, finanziando scuole, ospedali e infrastrutture. Questo trasforma i residenti locali in sostenitori attivi della conservazione.
Il Turismo come Strumento di Conservazione
Ogni permesso di trekking da $800 contribuisce direttamente al finanziamento della protezione dei gorilla. Senza il turismo, i fondi per i ranger, i veterinari e le comunità sarebbero insufficienti. Il turismo etico non è una minaccia per i gorilla: è la loro più grande risorsa.
Lo Stato Attuale
Nel 2018 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha aggiornato lo status dei gorilla di montagna da “in pericolo critico” a “in pericolo”. Un passo avanti storico, ma la specie rimane vulnerabile. Il lavoro di conservazione in Uganda continua ogni giorno.
